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Anticipazioni

Clayface: il nuovo trailer italiano conferma l'errore e smentisce le voci su Robert Pattinson

Analisi del primo trailer italiano di Clayface, il film horror DCU diretto da James Watkins. Niente Batman, solo la discesa viscerale di Tom Rhys Harries.

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Clayface: il nuovo trailer italiano conferma l'errore e smentisce le voci su Robert Pattinson

Il genere horror non ha mai avuto molta pazienza per le convenzioni dei cinecomic, eppure James Watkins con Clayface sta provando a costruire un ponte solido tra due terre storicamente ostili. Pubblicato il 22 luglio 2026, il primo trailer italiano conferma una direzione precisa: non si tratta di un supereroe in tuta che salva la città, ma della discesa psicologica e fisica di Matt Hagen, interpretato da Tom Rhys Harries. In uscita nelle sale italiane il 23 ottobre 2026, il progetto scritto da Mike Flanagan e Hossein Amini, sotto la supervisione di James Gunn e Peter Safran, non cerca di placare i fan delle origini fumettistiche ma di spaventarli in modo intelligente. Il corpo che si trasforma non è un effetto tecnico da vetrina, ma il sintomo di una mente che perde la presa sulla realtà.

La chimica del disgusto e la regia dell’incubo

Le immagini diffuse dal trailer italiano mostrano già quanto il team creativo abbia compreso la natura del personaggio creato da Bill Finger e Bob Kane nel 1940. Clayface non è semplicemente un mostro da combattimento; è il risultato di una cura sperimentale che promette miracoli ma eroga solo distorsione. Tom Rhys Harries incarna questa frammentazione con una fisicità tesa, alternata a quella di Naomi Ackie (Caitlyn Corr), mentre Max Minghella ed Eddie Marsan popolano la cornice con personaggi che oscillano tra l’assistente tecnico e il boss criminale. La regia di Watkins sa quando stringere la presa sul volto del protagonista e quando lasciare che lo spettatore elabori il disgusto. Non si tratta di body horror gratuito, come talvolta accade nei tentativi precedenti di portare la carne in primo piano nel cinema commerciale. Qui il mutamento è una metafora viscerale dell’abbandono e della vendetta. Quando gli occhi si incollano o il volto sembra sciogliersi, l’immagine non cerca lo shock fine a sé stesso, ma traduce in forma pura la perdita di Matt Hagen. È un approccio che ricorda certi esperimenti di cinema di genere degli anni Settanta, quando la deformazione fisica era lo specchio di una società in frantumi.

La questione Pattinson e i limiti del crossover

Qualche giorno fa il web ha corso dietro a voci non confermate su un possibile cameo di Robert Pattinson nel cast. BadTaste ha già diradato le nebbie: la presenza del Cavaliere Oscuro è stata smentita ufficialmente dal regista. Meglio così. Inserire un Batman in un film che si propone esplicitamente come horror psicologico sarebbe stato un errore di calcolo narrativo, oltre che di tono. Il personaggio creato da Finger e Kane ha sempre operato ai margini del pantheon di Gotham, lontano dai riflettori della Batmobile e dai patti con gli alleati istituzionali. James Gunn e Peter Safran stanno costruendo il DC Universe con una strategia chiara: ogni progetto deve respirare il proprio genere prima di incrociarsi con gli altri. Questo non significa che i film siano ermetici, ma che le connessioni devono nascere organicamente, non come espediente da merchandising. Anche chi ha seguito l’evoluzione del brand Batman sa bene che forzare un crossover fuori contesto rovina la tensione che il cinema horror richiede in partenza. Clayface può permettersi di essere oscuro, lento e claustrofobico proprio perché non deve fare spazio a un cavaliere nero con l’elmo.

Un esperimento necessario o un salto nel vuoto?

Il rapporto d’aspetto 2,76:1 scelto per il film non è una scelta decorativa. Allarga lo sguardo sui dettagli del mutamento e costringe lo spettatore a osservare senza poter distogliere l’attenzione. Progettato tra azione, fantascienza, dramma e orrore, Clayface rappresenta una scommessa audace per DC Studios. Il rischio è reale: un pubblico abituato a ritmi serrati e soluzioni visive immediate potrebbe trovare il tempo narrativo troppo medicato o la trasformazione troppo lenta. Tuttavia, la direzione artistica sembra avere le carte in regola. Mike Flanagan porta la sua esperienza nella gestione della follia progressiva, mentre Hossein Amini sa come condensare i dialoghi in silenzi carichi di minaccia. Matt Reeves e Lynn Harris hanno curato la produzione esecutiva con una precisione che si nota nei dettagli di set e nell’illuminazione. Non aspettatevi un film che salva il mondo. Aspettatevi un film che vi costringe a guardare ciò che resta di un uomo quando gli restituiscono la faccia ma gli tolgono l’anima.

“Il mostro non nasce dal siero, ma dalla certezza di essere stato scartato. L’orrore vero non è quello che si vede allo specchio, ma ciò che lo specchio smette di riconoscere.”

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#Clayface #DC Studios #James Watkins #Tom Rhys Harries #Trailer italiano

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