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Festival

Festa del Cinema di Roma 2026: i vincitori, Alice nella città e il bilancio finale

Analisi dei premi della ventunesima edizione del festival romano, con focus su Clio Barnard, Sandra Wollner e i dati record di affluenza.

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Festa del Cinema di Roma 2026: i vincitori, Alice nella città e il bilancio finale

La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si chiude con un bilancio che va oltre la semplice somma dei trofei. Se nelle scorse annate ci si è spesso chiesti se una kermesse potesse convivere con il gigantismo metropolitano, questa edizione offre una risposta pragmatica: i numeri non mentono, ma è la qualità delle domande poste al pubblico a contare davvero. Tra il 13 e il 25 ottobre, l’Auditorium Parco della Musica e altre sedi in città hanno ospitato 194 film da 55 paesi, confermando che Roma continua a essere un nodo cruciale nel circuito internazionale, non più solo vetrina ma laboratorio attivo.

Il verdetto di Jan Komasa e le voci del Progressive Cinema

La cerimonia di premiazione, svoltasi sabato 24 ottobre nella Sala Petrassi, ha consegnato il verdetto finale: Miglior Film è andato a I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard. La regista britannica ha portato a casa non solo il riconoscimento principale, ma ha visto il suo lavoro validato da un’interpretazione maschile ex aequo tra il britannico Anthony Boyle e l’italiano Paolo Pierobon, quest’ultimo premiato per Brianza.

La giuria del Concorso Progressive Cinema, presieduta dal polacco Jan Komasa e composta da Alice Braga, Saja Kilani, Carlos Marques-Marcet e Alessio Rigo de Righi, ha mostrato una volontà chiara di guardare al presente senza filtri nostalgici. Il Gran Premio della Giuria è finito nelle mani di The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, un titolo che esplora la memoria attraverso una lente distorta, quasi archeologica.

Un altro punto fermo del palmarès è stata la sezione dedicata agli esordi: il premio Miglior Opera Prima Poste Italiane è stato attribuito a Clementine Orange di Lisa Forslund. Questo riconoscimento sottolinea come la rassegna non si limiti a celebrare i giganti del passato, ma investa sulla vitalità dei linguaggi appena nati. La scelta di affidare questa giuria alla regista italiana Ludovica Rampoldi, affiancata da Pauline Loquès e Corneliu Porumboiu, ha garantito un filtro culturale ibrido, capace di riconoscere l’urgenza narrativa indipendentemente dall’origine geografica.

Alice nella città: il termometro delle nuove generazioni

Non si può comprendere appieno questo festival senza considerare la sua anima più giovane: Alice nella Città. Diretta da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, questa sezione ha assegnato il premio per il miglior film a Everytime di Sandra Wollner. La motivazione della giuria, composta da ragazzi tra i 16 e i 19 anni, è illuminante: la regista austriaca è lodata per aver metabolizzato la perdita attraverso simboli quotidiani, utilizzando una ripresa che, pur nella distanza, genera empatia.

Questa scelta non è casuale. In un’epoca in cui il cinema giovane rischia di essere intrappolato nell’estetica del trauma o nel cinismo da boutique culturale, Everytime offre una via diversa: quella della rinascita attraverso l’osservazione attenta. Anche se menzioni speciali sono andate a titoli come We are Aliens di Kohei Kadowaki, il focus resta sull’abilità di Wollner di trasformare il dolore in materia visiva accessibile senza banalizzarlo.

Questa sezione funziona da banco di prova per le voci che costruiscono il cinema europeo senza chiedere il via libera ai circuiti consolatori, riconoscendo chi costruisce grammatiche nuove.

I numeri che contano e il futuro dell’evento

Dietro le luci della Sala Petrassi, c’è un dato organizzativo che non può essere ignorato. La Festa del Cinema di Roma 2026 ha registrato 119.788 presenze complessive, avvicinandosi alla soglia simbolica delle 120mila. I dettagli rilevati dalla Fondazione Cinema per Roma parlano chiaro: 82.238 biglietti emessi (tra pubblico e accrediti), 9.500 ingressi agli eventi gratuiti e quasi 28mila presenze tra red carpet, mostre e iniziative in città.

Il presidente Salvatore Nastasi e la direttrice artistica Paola Malanga hanno sottolineato come questo risultato non sia un caso, ma il frutto di una strategia precisa: offrire una risposta multilaterale a un pubblico che cerca scoperte oltre i grandi titoli commerciali. La sfida organizzativa per il futuro è già sulla tavola: le prossime date sono fissate dal 19 al 31 ottobre 2027, e si prevede l’ingresso in pianta stabile della Sala Santa Cecilia per aumentare ulteriormente il bacino di utenza.

Il palmarès racconta cosa ha scelto di guardare una giuria; i numeri raccontano quanta gente ha scelto di esserci.

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#Festa del Cinema di Roma #Clio Barnard #Alice nella Città #Premi 2026 #Festival

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