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Gremlins 3 rinvia l’uscita al 2028, Columbus e Spielberg confermati

Warner Bros. sposta la data di Gremlins 3 a ottobre 2028. Analisi del ritorno di Chris Columbus, della scelta degli animatronici e del peso creativo di Steven Spielberg.

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Gremlins 3 rinvia l’uscita al 2028, Columbus e Spielberg confermati

Warner Bros. ha appena spostato il calendario di un’attesa che sembrava ormai consolidata: Gremlins 3 non arriverà nelle sale il 19 novembre 2027, come suggeriva David Zaslav durante la chiamata con gli investitori del novembre 2025, ma slitta al 6 ottobre 2028. L’annuncio, accompagnato da un teaser di undici secondi in cui Gizmo si muove tra ombre e ingranaggi, non è un ripensamento improvviso. È una dichiarazione d’intenti chiara. Lo studio sa bene che riaprire la gabbia dopo quasi quarant’anni richiede precisione chirurgica, non fretta commerciale.

Il ritorno dei patriarchi creativi

La notizia più solida, al di là delle date che oscillano e dei comunicati che si correggono, è la conferma del trio Spielberg-Columbus-Maiden Voyage. Steven Spielberg mantiene il controllo creativo tramite Amblin Entertainment, una garanzia che in un’epoca di executive interference suona quasi rivoluzionaria. Chris Columbus torna sul franchise dopo aver scritto il primo film nel 1984 (la regia di Gremlins 2 – La nuova stirpe, 1990, era di Joe Dante), ma questa volta non si limita alla scrittura: firma anche la produzione insieme alla moglie Eleanor Columbus, oltre a collaborare alla sceneggiatura, affiancato da Hannah Marks nelle bozze più recenti. Le voci su Zach Lipovsky e Adam Stein appartengono a un annuncio precedente, probabilmente superato da revisioni di copione che cercano un tono diverso. Columbus ha scritto il primo film nel 1984, quando il cinema fantasy americano era ancora una terra selvaggia. La sua presenza non è nostalgia: è architettura. Senza la sua esperienza diretta nella costruzione del mito originale, ogni tentativo di revival rischierebbe di ridursi a un mero esercizio di merchandising.

Macchina animata contro pixel

Warner Bros. specifica un dettaglio tecnico che fa tremare i puristi della computer grafica: i Gremlins saranno realizzati con pupazzi animatronici originali. Nessuna sostituzione digitale, nessun rifacimento in post-produzione. Si tratta di una scelta costosa, laboriosa e inevitabilmente meno flessibile durante le riprese, ma perfettamente coerente con l’estetica del franchise originale. Joe Dante, regista del primo capitolo, non torna alla regia, e forse è meglio così. Il cinema dei mostri domestici ha bisogno di un regista che sappia dosare il terrore comico senza cadere nella parasia fine a se stessa, un equilibrio che Columbus conosce a memoria. Zach Galligan, interprete di Billy nel 1984, aveva già anticipato l’avvio delle riprese nell’agosto 2025. I macchinari sono pronti. Il set respira ancora polvere e ottone. Al fianco di Columbus figurano anche Kristie Macosko Krieger e Holly Bario per Amblin, più Michael Barnathan e Mark Radcliffe per la 26th Street Pictures: una produzione che sembra aver compreso come i nomi sul biglietto non bastino, se non accompagnati da una visione tecnica netta.

Quasi quarant’anni di attesa: un rinvio o una strategia?

David Zaslav aveva fissato il novembre 2027 con la certezza tipica dei CEO che leggono i calendari come tabelloni azionari. Spostare tutto al 2028 toglie pressione alla produzione, ma inserisce il film in un anno affollato di franchise in cerca di identità. Il rinvio non è un segno di debolezza. È la consapevolezza che un progetto legato a Gremlins (1984) — quel film che contribuì a dare vita alla classificazione PG-13 negli Stati Uniti, dimostrando come il pubblico potesse tollerare una violenza stilizzata se contornata da un umorismo adulto e surreale — non può essere trattato come un semplice prodotto da calendarizzare. La sceneggiatura è in lavorazione, il cast ancora avvolto nel silenzio, ma la direzione artistica è tracciata: si punta sulla materialità, sul pratico, sull’oggetto che resiste al tempo più delle immagini generate da un algoritmo. In un’epoca in cui i sequel vengono asfaltati con le stesse tempistiche delle serie televisive, aspettare tre anni per calibrare ogni scatto di un pupazzo è l’unico modo per garantire che il mostro non perda la sua anima di cartone e legno.

In un’industria che confonde la velocità con l’urgenza, attendere per rispettare la fisicità di un personaggio significa scegliere la memoria rispetto all’oblio digitale. I gremlins non nascono da un prompt: nascono da un ingegnere che sa dove mettere la leva.

Tag

#Gremlins 3 #Chris Columbus #Steven Spielberg #Warner Bros. #film horror-comedy

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