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Anticipazioni

In waves, il trailer ufficiale e la graphic novel che trasforma il lutto in marea

Analisi del trailer ufficiale di In Waves, il film d'animazione Netflix tratto da A ondate di A.J. Dungo: regia, cast e strategia distributiva.

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In waves, il trailer ufficiale e la graphic novel che trasforma il lutto in marea

Netflix ha scelto di chiudere il 2026 non con un franchise consolidato o un adattamento da fumetto supereroico, ma con una marea privata e colma di sale. Il 20 ottobre 2026 è arrivato il trailer ufficiale di In Waves, il film d’animazione diretto da Phuong Mai Nguyen tratto dalla graphic novel autobiografica “A ondate” di A.J. Dungo. Non è un prodotto cucito su commissione o pensato per il focus group, ma un adattamento che parte da una ferita reale: la perdita del partner della Dungo e la necessità di elaborarla attraverso il disegno e il surf. Ecco il primo sguardo ufficiale alla storia.

La materia prima: tra memoria e onde

Il punto di partenza è solido, quasi troppo per un’opera che ha già debuttato alla Semaine de la Critique di Cannes prima della diffusione del materiale promozionale. In Waves non vuole essere un manuale di sopravvivenza al dolore, né una celebrazione edulcorata dell’amore giovanile. La graphic novel originale, pubblicata nel 2019, racconta di AJ, un adolescente timido che ama lo skate e il disegno e che incontra la surfista Kristen. Quando l’amore ricambiato per Kristen viene interrotto dalla malattia, la narrazione non cerca vie d’uscita miracolose. Gli sceneggiatori Fanny Burdino e Samuel Doux hanno lavorato con una cura da restauratori: preservano la struttura intima del libro senza appesantirla di retorica. Il film punta su un’estetica pittorica, lontana dal realismo fotografico. La memoria qui non è un archivio statico, ma un elemento fluido che si mescola all’acqua salata e al dolore, esattamente come nella fonte originale.

Il registro dell’animazione e la voce dei personaggi

Phuong Mai Nguyen non cerca di sovrascrivere l’autobiografia con effetti spettacolari. La sua regia si fida del ritmo interiore della storia, lasciando che le pause abbiano lo stesso peso delle onde che rompono sulla riva. A dare corpo a questa intimità c’è un cast vocale scelto per la sua capacità di trasmettere fragilità senza scadere nel patetismo. Will Sharpe e Stephanie Hsu guidano la registrazione, affiancati da Johnny Young, Alejandro Antonio Ruiz e Griffin Puatu in una distribuzione dei registri espressivi che privilegia il sussurro rispetto al grido. In un panorama dove l’animazione viene spesso confusa con un genere per minori o un espediente commerciale, In Waves mostra che il medium può essere un bisturi emotivo. Non serve nostalgia per far piangere uno spettatore adulto: basta onestà visiva e una regia che non abbia paura di lasciare le scene respirare.

Il calendario e la scommessa distributiva

Netflix ha posizionato l’uscita cinematografica nelle sale selezionate per il 27 novembre 2026, lasciando poi lo streaming per l’11 dicembre. È una manovra precisa: anticipare il picco invernale delle uscite domestiche con un film che richiede concentrazione, non distrazione. I tag ufficiali (dramma, romance, storia vera, adolescence, sport) potrebbero far pensare a un prodotto di nicchia, ma la scelta di passare prima dalle sale è un segnale chiaro di ambizione critica. Il passaggio da Cannes (dove ha aperto la Semaine de la Critique), da Annecy e da Toronto indica che il film ha già superato l’esame dei festival. Resta da vedere se il pubblico generalista saprà accogliere un film che non offre consolazioni facili, ma richiede di affrontare il lutto come una marea inarrestabile. I tempi suggeriscono un passaggio in streaming a fine anno, quando le piattaforme cercano opere capaci di trattenere lo spettatore nelle sere più fredde.

Un adattamento non vince il confronto con l’originale imitandolo, ma lasciando che la sua materia viva di una nuova pelle. Le onde si infrangono sempre sulla stessa riva, ma ogni volta sono diverse.

Tag

#In Waves #Netflix #animazione #A.J. Dungo #trailer 2026

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