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Jamie Dornan su Aragorn e il confronto con Viggo Mortensen: 'Resterà sempre lui'

Jamie Dornan parla della pressione di interpretare Aragorn in Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum e del confronto inevitabile con Viggo Mortensen.

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Jamie Dornan su Aragorn e il confronto con Viggo Mortensen: 'Resterà sempre lui'

A sei mesi dall’annuncio ufficiale del cast (14 aprile, al CinemaCon), Jamie Dornan rompe il silenzio sulla pressione di vestire i panni di Aragorn. La notizia riguarda Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum, un film ambientato negli anni tra la festa di Bilbo e la partenza di Frodo dalla Contea. Per chi entra in questa saga, però, c’è un fantasma che cammina sulle colline dell’Eriador: Viggo Mortensen.

Il peso di un’icona e la resa ai fatti

In un’intervista a L’Officiel, Dornan non ha girato intorno al tema del confronto. L’attore nordirlandese ammette di sentire la pressione di seguire le orme di Mortensen, definisce il ruolo «super-iconic» e promette di dare il massimo. La risposta è stata netta: per lui, Aragorn sarà sempre e soltanto Viggo, e non ha alcun desiderio di superarlo. Non è un gesto di modestia, né un modo per scaricare la responsabilità sui critici; è una presa d’atto lucida che denota rispetto per la storia della saga.

Viggo Mortensen, nato a New York il 20 ottobre 1958, non ha solo interpretato un personaggio: ha costruito l’iconografia visiva del ranger di Gondor per due generazioni intere. Le sue tre candidature all’Oscar come miglior attore (nel 2008, 2017 e 2019) e la sua lunga collaborazione con registi esigenti come David Cronenberg (A History of Violence, Crimes of the Future) dimostrano un percorso artistico che non si ferma al successo commerciale. Dornan lo sa bene. Dire di no a questo confronto sarebbe arroganza; accettarlo richiede lucidità e la consapevolezza che ogni nuovo interprete porta una luce diversa, ma non può cancellare la fonte originale.

La regia di Andy Serkis, che tornerà anche nei panni di Gollum/Smeagol, e la sceneggiatura si concentrano sull’esplorazione dell’intervallo temporale tra la festa di Bilbo e la partenza di Frodo. Qui Aragorn non è ancora il re incoronato, ma un uomo che deve trovare la propria voce senza le armature del destino già scritto. La coerenza interna diventa la chiave di volta per qualsiasi progetto fantasy ambizioso.

Se Dornan si limiterà a imitare i gesti fisici di Mortensen, rischiamo una copia di bassa fedeltà. Se saprà usare questo spazio narrativo per mostrare l’ascesa politica e spirituale di Strider, allora il personaggio tornerà a vivere. La presenza di attori come Ian McKellen (Gandalf) ed Elijah Wood (Frodo Baggins) offre un contrappunto emotivo cruciale per chi deve imparare a convivere con l’Anello senza ancora averne il peso fisico. Il film uscirà nelle sale il 17 dicembre 2027, una data che storicamente premia i film d’autore o le anteprime strategiche, ma che può trasformarsi in una trappola se la recitazione si perderà nel fan service.

La voce e l’identità di un re errante

Anche la voce italiana di Pino Insegno, che ha accompagnato Aragorn nelle sale italiane fin dal 2001, pesa nell’immaginario collettivo locale. Cambiare l’attore non significa cancellare le emozioni provate durante la visione delle trilogie di Peter Jackson, ma affrontare una nuova tappa del mito con rispetto. Dornan lo sa: non cerca di battere Mortensen, ma di onorare il ruolo. Nel cinema fantasy, la fiducia non si compra con il budget, si conquista con l’onestà dell’interpretazione.

Un ponte ben costruito non chiede di essere confuso con la sponda da cui parti, ma misura la sua forza nella capacità di reggere chi lo attraversa.

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#Il Signore degli Anelli #Caccia a Gollum #Jamie Dornan #Viggo Mortensen #Andy Serkis

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