La Torre Nera su Amazon: Mike Flanagan e la geometria del tempo in King
Analisi dello stato dell'adattamento televisivo de La Torre Nera di Mike Flanagan: diritti complessi, priorità a Carrie e le sfide della struttura della saga.
Se nei suoi adattamenti precedenti di King la regia di Mike Flanagan ha storicizzato il terrore psicologico, nel prossimo capitolo del suo percorso con l’autore di Bangor si sposta verso una sfida diversa: la struttura stessa del racconto. Dopo aver tracciato la genealogia dei poteri nella trasposizione di Carrie, il focus passa dalla genetica del soprannaturale alla sua collocazione temporale. La serie televisiva basata sulla saga de La Torre Nera, attualmente in sviluppo presso Amazon Studios tramite la produzione Intrepid di Flanagan e Trevor Macy, è un progetto ancora lontano dalla produzione, senza data di uscita, che Flanagan definisce il suo «adattamento da sogno».
Ne avevamo gia’ parlato in Carrie su Prime Video: la genealogia dei poteri che il romanzo di King non ha mai mostrato.
Il percorso è costellato di ostacoli burocratici tanto quanto letterari. Flanagan lo ha dichiarato senza giri di parole a ScreenRant: «La Torre Nera richiede, e non esagero, più di un anno solare solo per spostare i diritti in giro». Non si tratta di una scusa produttiva, ma del riconoscimento onesto di una realtà industriale complessa. La saga, composta da otto volumi pubblicati tra il 1982 e il 2012, è frammentata da accordi precedenti e da personaggi sparsi per Hollywood. Per aggirare il labirinto contrattuale e costruire un fondamento solido, la serie si ancorerà al romanzo La Sfera del buio (Wizard and Glass), concentrandosi sulla giovinezza del Pistolero Roland Deschain prima della caduta di Gilead. È una mossa narrativa intelligente: isolare l’adolescenza di Roland permette di esplorare le origini morali e mitiche del personaggio senza dover spiegare decenni di geopolitica fantastica in due ore di pellicola.
Intanto Flanagan ha risposto alle teorie secondo cui la sua Carrie preparerebbe il terreno per La Torre Nera: secondo Entertainment Weekly ha detto che non è impossibile, perché nel canone della Torre ci sono personaggi che avrebbero uno scopo preciso ma che il pubblico non riconoscerebbe.
Guarda il post originale su Instagram
Una saga di otto libri
La scelta più delicata riguarda la struttura. Flanagan ha raccontato di immaginare la serie come spina dorsale della saga, su cinque stagioni, seguita da due film; i flashback e gli eventi del passato di Roland, come quelli di La sfera del buio (Wizard and Glass), potrebbero finire in film a parte. Molti adattamenti precedenti hanno compresso materiale e personaggi per comodità espositiva: il film del 2017 distribuito da Sony, che condensava più libri in un solo lungometraggio, ne è l’esempio più noto.
Intanto Carrie è già arrivata: la miniserie ha avuto la world premiere al TIFF e dal 7 ottobre è su Prime Video.
Guarda il post originale su Instagram
Il filtro di Flanagan tra fedeltà e medium televisivo
Flanagan ha spiegato che Amazon, quando è arrivato, aveva già Carrie in mente, e che La Torre Nera «si muove al proprio ritmo» per ragioni fuori dal suo controllo: un progetto grande come una petroliera, ma anche, ha detto, il suo adattamento da sogno. Questa scelta di ritmo riflette un principio già applicato in altri progetti kinghiani: il regista non cerca di incasellare l’inquietudine in schemi commerciali. Preferisce costruire l’angoscia partendo dalle ferite dei personaggi, lasciando che il soprannaturale emerga come conseguenza logica di un equilibrio morale spezzato.
Il rapporto tra Flanagan e King si colloca quindi su un piano diverso dalla mera trasposizione. Non si tratta di adempimento contrattuale né di nostalgia da fan service. È un dialogo strutturale sul modo in cui le storie sopravvivono al medium che le accoglie. La serie non ha una data né un via libera definitivo alla produzione, e lo stesso Flanagan ammette che il percorso è lungo.
Un adattamento che si rispetta non chiede allo spettatore di riconoscere il mito, ma di misurarne le crepe prima che la pietra crolla.
Tag
Condividi