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Anticipazioni

Nina Roza, il trailer e la clip esclusiva del film che conquista Berlino in arrivo al cinema

Anticipazioni su Nina Roza di Geneviève Dulude-De Celles: Orso d'Argento alla Berlinale, cast internazionale e uscita italiana per il 29 ottobre con LSPG Popcorn.

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Nina Roza, il trailer e la clip esclusiva del film che conquista Berlino in arrivo al cinema

Dopo il passaggio alla Berlinale e il plauso di una giuria internazionale esigente, Nina Roza si prepara a varcare le soglie delle sale italiane. L’uscita è fissata per il 29 ottobre 2026, con LSPG Popcorn tra i distributori. Geneviève Dulude-De Celles non perde tempo in espedienti visivi né nel clamore da circuito festivaliero. Il risultato è un’opera che misura il peso dell’esilio senza indulgere al sentimentalismo, chiedendosi cosa resti di un’identità quando il terreno sotto i piedi cambia continuamente.

Il trailer e la clip distribuiti non promettono scorciatoie narrative. Pongono invece interrogativi precisi. La trama si concentra su Mihail (Galin Stoev), esperto d’arte di Montréal che ha lasciato la Bulgaria quasi trent’anni fa per sfuggire al lutto e al peso di un passato non elaborato. Quando un collezionista gli chiede di verificare l’autenticità dei dipinti di una bambina prodigio bulgara, Nina Roza, Mihail si trova costretto a ripercorrere in senso inverso la propria emigrazione. È un viaggio che travolge i confini geografici per invadere quelli emotivi. La sceneggiatura affronta con una chiarezza disarmante temi come il diritto alla privacy di un minore davanti ai riflettori, il valore dell’arte nata dalla necessità più che dalla ricerca di successo, e la difficoltà di mantenere vive le proprie radici quando si è radicati altrove.

Il peso di un silenzio premiato

Alla 76ª Berlinale di febbraio, Nina Roza ha ricevuto l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura. Il riconoscimento premia la scrittura di Dulude-De Celles. Dulude-De Celles, già vincitrice dell’Orso di Cristallo nel 2019 con Une Colonie, dimostra ancora una volta di preferire l’accumulo di dettagli veritieri alle grandi dichiarazioni retoriche. Il film non ha bisogno di spiegare ogni movimento dei personaggi. Si affida alla capacità degli attori di portare a schermo un’interiorità che fatica a trovare le parole, e che spesso trova sollievo solo nel gesto creativo o nella distanza geografica. Galin Stoev, attore e regista teatrale bulgaro, interpreta Mihail con una riservatezza che non confonde la freddezza con l’assenza di sentimento. Al suo fianco si muovono Christian Bégin, Chiara Caselli e le gemelle Sofia ed Ekaterina Stanina, il cui contributo è fondamentale per dare corpo a una bambina che il mercato vorrebbe trasformare in un prodotto e che la narrazione vuole lasciare semplicemente libera di crescere.

Radici, distanza e la ricerca dell’autenticità

La narrazione procede per sottrazioni: Mihail non è solo un perito, ma un uomo che ha scelto l’esilio come meccanismo di difesa e che ora si chiede se possa ancora definire “casa” un luogo dove il tempo si è congelato. Il confronto con i quadri di Nina Roza diventa uno specchio distorto per la sua memoria. La pellicola non giudica chi fugge né chi resta. Si limita a mostrare come la migrazione, sia fisica che culturale, lasci sempre una traccia invisibile ma inderogabile. In un’epoca in cui l’autenticità artistica viene spesso confusa con la viralità e i talenti precoci vengono prima celebrati e poi consumati, il film propone una contropotenza discreta: quella di riconoscere il valore senza appropriarsene. La regia di Dulude-De Celles mantiene una distanza affettuosa ma ferma, evitando di trasformare la piccola Nina in un totem o il padre in un salvatore. Il risultato è una narrazione che respira di respiro proprio, lontana dai luoghi comuni del cinema migrante e dalle retoriche della riscrittura identitaria.

Un progetto che attraversa i confini

Nina Roza è il frutto di una cooperazione europea ben orchestrata: Canada, Italia, Bulgaria e Belgio hanno collaborato al film, con UMI Films (Lorenzo Fiuzzi e Bardo Tarantelli) per l’Italia. Il Canada lo ha selezionato come candidato agli Oscar 2027 nella categoria miglior film internazionale, un riconoscimento che non è una garanzia di vittoria ma un segnale chiaro dell’impatto culturale del lavoro svolto. A Roma, il 23 ottobre 2026, la pellicola è stata presentata nella sezione Best Of della Festa del Cinema (qui il bilancio finale della Festa).

Portare un film così sulle sale italiane significa scommettere sulla pazienza di un pubblico abituato a narrative esplicative e ritmi serrati. LSPG Popcorn si assume il rischio il 29 ottobre, offrendo al pubblico un’opera che non cerca di intrattenere per diletto, ma di interrogare per necessità. Il cinema può ancora permettersi di essere lento, di lasciar respirare i personaggi e di non dare risposte immediate. Lo fa con Nina Roza. Resta da vedere se le sale sapranno restituire alla pellicola lo stesso rispetto che ha ricevuto nei festival più prestigiosi, o se la perderanno nel rumore di fondo.

Non si tratta mai di trovare un luogo dove stare, ma di imparare a portare con sé il peso della propria origine senza lasciarlo schiacciare ciò che si sta costruendo.

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#Nina Roza #Geneviève Dulude-De Celles #Berlinale 2026 #Orso d'Argento #LSPG Popcorn

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