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Anticipazioni

Zustissia, il trailer di Francesco Piras e il peso della memoria giudiziaria

Trailer ufficiale e anticipazioni su Zustissia, il film di Francesco Piras tratto dal memoir di Beniamino Zuncheddu. Uscita in sala il 15 ottobre 2026.

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Zustissia, il trailer di Francesco Piras e il peso della memoria giudiziaria

Il trailer ufficiale di Zustissia non si nasconde dietro filtri stilistici né cerca compiacimenti drammatici. Si presenta come un documento visivo, grezzo e necessario, che annuncia l’arrivo di una pellicola destinata a toccare nervi scoperti da troppo tempo dimenticati. La regia di Francesco Piras non indugia nel sensazionalismo tipicamente associato al true crime: preferisce la scala ridotta dell’inchiesta, il peso delle carte, l’usura del tempo. È una scelta coraggiosa e coerente con la materia trattata.

La materia prima e la regia

Tratto dal memoir Io sono innocente di Marco Trogu e Beniamino Zuncheddu (De Agostini), Zustissia ricostruisce il caso definito come il più lungo errore giudiziario della storia italiana. Niente di meno. Il triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna nella notte del 1991, la condanna all’ergastolo inflitta a Zuncheddu in tre gradi di giudizio nell’arco di un solo anno, la battaglia legale pro bono avviata da Mauro Trogu nel 2016: questi sono i pilastri narrativi. La sceneggiatura firmata da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili evita la trappola del resoconto enciclopedico. Si concentra sul meccanismo perverso che trasforma un errore in istituzione, mostrando come la giustizia possa diventare un labirinto dove il tempo è l’unica valuta reale. Le riprese, iniziate nel 2025 tra le coste e gli interni della Sardegna, non cercano la cartolina turistica ma il paesaggio come testimone silenzioso di una verità negata a lungo.

Il peso della scena e del cast

Michele Riondino indossa i panni di Mauro Trogu con una tensione trattenuta, fatta più di silenzi che di urla. È la figura dell’avvocato che non vince per gloria ma per dovere civile, un arco narrativo che esige una recitazione asciutta e senza concessioni. Accanto a lui, Fabrizio Ferracane dà vita a Beniamino Zuncheddu: non il martire da leggenda, ma l’uomo consumato dalla detenzione, che resiste attraverso la memoria e la pazienza. Il resto del cast — Philippine Leroy-Beaulieu, Francesco Colella, Jacopo Cullin, Paola Giannini, Geppi Cucciari e Alessandro Fioroni — compie un lavoro di contorno essenziale, costruendo un panorama istituzionale dove ogni ruolo ha una precisa funzione nel meccanismo dell’ingiustizia. La fotografia e il montaggio del trailer lasciano intravedere una regia attenta ai dettagli processuali, dove ogni documento, ogni deposizione, ogni pausa diventa un atto d’accusa contro l’apparato.

Un’uscita che sa di responsabilità

Zustissia arriverà nelle sale italiane giovedì 15 ottobre 2026, con la distribuzione curata da PiperFilm e Palomar. In un panorama cinematografico italiano che spesso preferisce il rifugio della commedia o il vortice del melodramma personale, questa scelta distributiva ha un valore preciso: portare sul grande schermo una vicenda che dovrebbe far riflettere sulla capacità di un sistema di autocorreggersi. Non si tratta di filmare la cronaca per intrattenere, ma di utilizzarla come specchio. La battaglia legale durata otto anni, i sacrifici, le indagini incrociate e i colpi di scena che hanno portato all’assoluzione definitiva pronunciata il 26 gennaio non sono solo materiale narrativo: sono un monito strutturale. Il cinema italiano ha bisogno di queste opere, non per archiviare il passato, ma per interrogare il presente. E se lo farà con la stessa sobrietà mostrata nel materiale promozionale, potremo finalmente parlare di un film che non si limita a raccontare la giustizia, ma ne esamina le crepe.

“Un sistema giudiziario che impiega trentatré anni per ammettere un errore non è rotto: funziona esattamente come è stato disegnato. La vera domanda non è se lo schermo potrà restituirne il peso, ma se ci saremo noi a sopportarlo senza voltare lo sguardo.”

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#Zustissia #Francesco Piras #Michele Riondino #Fabrizio Ferracane #cinema italiano 2026

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